La Casa di Titto

I benefici del babywearing

Il babywearing è la pratica di portare i bambini utilizzando fasce, marsupi ed altri supporti direttamente sul corpo del genitore o di chi, in generale, si prende cura del bambino. Il termine stesso richiama il concetto di indossare, portare il bambino. Ma non si tratta solo di un’alternativa al passeggino, portare è molto altro.

Il babywearing è un sistema di accudimento antichissimo, che viene utilizzato, con differenti modalità, in diverse regioni del mondo: dagli Inuit dell’Alaska, alle popolazioni delle diverse parti dell’Africa, agli Aborigeni australiani, passando per l’America Latina e per l’Asia.

Ci sono antiche fotografie e ancor più antichi dipinti che testimoniano come il portare fosse una pratica presente anche in Europa. Una serie di cause hanno portato al declino del babywearing nel nostro continente e, in generale, in Occidente: le strade erano adatte all’uso di sistemi dotati di ruote in cui trasportare i neonati, le madri non avevano più necessità di lavorare subito dopo il parto portando con sé i propri bambini e, soprattutto, tra gli anni ’70 e ’80, si diffusero quelle teorie pedagogiche che vedevano nel “troppo” contatto un potenziale danno per la crescita dei bambini e per l’acquisizione delle loro autonomie. Per fortuna, oggi, il contatto viene riconosciuto come un bisogno fondamentale dei bambini e così il babywearing è tornato timidamente a far parte degli strumenti di cura di sempre più famiglie anche in Occidente.

E questa è una grande fortuna, perché il portare ha svariati vantaggi e benefici, sia per il piccolo portato che per il portatore

I vantaggi del babywearing per il bebè

Mettiamoci, per un attimo, nei panni di un bambino appena uscito dalla pancia della sua mamma… Quanto può sembrare strano e pauroso questo nuovo mondo? Dove prima era acqua, ora è secco; dove prima c’erano solo i suoni del corpo della mamma e voci ovattate, ora ci sono continui rumori; dov’era buio, ora c’è luce; dov’era sempre caldo, ora è imprevedibile, a tratti freddo a tratti tiepido. E, soprattutto, se prima tutto aveva un confine, ora questi confini sono scomparsi; il corpo del bambino non è più contenuto e, per quanto lui o lei muova braccia e gambe, non trova più la rassicurante presenza delle pareti uterine ad avvolgerlo.

Tra le braccia di mamma e papà, un neonato ritrova parte di questa dimensione ed è per questo che chiede così spesso e in modo veemente di essere preso in braccio e qui si calma. Perché qui c’è rassicurazione e cura e un mondo che fa meno paura. Non è “viziato”, come qualcuno potrebbe insinuare, è solo perfettamente sintonizzato sul suo istinto.

La fascia, come le braccia, aiuta i neonati a ritrovare quella dimensione familiare, fatta di calore e suoni ovattati e, inoltre, è in grado di dare confini a tutto il corpo del bambino. La fascia è quindi un luogo dove trovare rassicurazione e contenimento e che permette ai bambini di rilassarsi. In genere, all’interno di un supporto i bambini riescono a rilassarsi più in fretta e dormono più a lungo.

Portare i bambini addosso porta ad una significativa riduzione della frequenza e della durata delle loro crisi di pianto nei primi mesi di vita. E non è solo un’osservazione isolata delle famiglie, lo dicono anche alcuni studi scientifici!

Basterebbe questo questo a far apprezzare il babywearing, vero? Ma non è finita qui, la fascia non è solo una tana sicura dove farsi clamorosi pisolini. Il tempo passato in fascia, infatti, è un tempo attivo in cui i bambini fanno “allenamento” e sperimentano. Uno studio recente ha dimostrato che portare i bambini ha un effetto positivo sullo sviluppo dei muscoli del collo, molto più di quello che avviene all’interno di un ovetto (o, similmente, in una sdraietta o in un passeggino). Inoltre, l’interno di un porta-bebè è un ambiente privilegiato di sperimentazione, perché permette al bambino permette di avere a portata di mano (e di bocca) il corpo dei genitori, primo campo di gioco e sperimentazione. Qui, i piccoli hanno la possibilità di scoprire la differenza tra morbido e duro, tra liscio e ruvido, tra caldo e fresco; possono toccare, assaggiare, annusare e osservare da vicino ciò che maggiormente risveglia il loro interesse, vale a dire il corpo di chi si prende cura di loro.

Dal punto di vista dei benefici fisici, il portare ha una funzione protettiva nei confronti del reflusso e dell’immaturità dell’anca, grazie alla posizione che i bambini hanno all’interno di un supporto, vale a dire quella verticale, divaricata seduta, con la pancia appoggiata al corpo del portatore. Per quanto riguarda il rigurgito ed il reflusso, è abbastanza intuitivo pensare alla migliore gestione che si ha quando non si coricano i bambini, ma li si tiene in posizione verticale. Per quanto riguarda invece l’immaturità dell’anca, la divaricazione delle gambe permette alla testa del femore di posizionarsi correttamente nell’acetabolo dell’anca, un po’ come quando si consigliava il doppio pannolino per i bambini con anca lievemente immatura.

(N.B. in caso di situazioni patologiche, è importante affidarsi sempre ad uno specialista sanitario).

I vantaggi del babywearing per l’adulto

Abbiamo visto che portare in fascia ha degli effetti benefici sui piccoli portati, ma che dire dei portatori? Cosa rappresenta, per una mamma o un papà, portare in fascia?

Il babywearing ha innegabili benefici a livello fisico per gli adulti. Mi piace dire che portare in un supporto dona mani libere e schiene felici. Avere le mani libere significa poter effettuare comodamente commissioni e faccende o giocare con i fratellini più grandi; ma anche prendersi cura di sé e fare cose che facciano star bene. Cucinare, ricamare, disegnare, fare una torta… Una cosa che spesso i neogenitori dimenticano di fare.

Il babywearing dona anche praticità nella gestione di un bambino e permette di fare cose che, con il passeggino, sarebbero molto più complicate. Prendere i mezzi pubblici, accedere a luoghi dove ci sono scale. E anche viaggiare è molto più pratico e comodo quando si utilizzano dei supporti. In generale, il babywearing dona autonomia, comodità e praticità. Scusate se è poco!

Ma, soprattutto, il babywearing è uno strumento che permette ai genitori di entrare in relazione con il proprio piccolo. Uno strumento di ascolto reciproco, un modo per stare insieme in modo rispettoso. E, talvolta, è anche un asso nella manica quando non si sanno che pesci pigliare. Anche la sola consapevolezza di avere uno strumento in più può fare la differenza, soprattutto quando si ha un bambino piccolo. Sono certa che anche Linus, se avesse avuto figli, avrebbe barattato la sua copertina con una comoda e avvolgente fascia…

Per maggiori informazioni sui benefici del portare, per scegliere il supporto più adatto a voi e per imparare a portare in modo sicuro ed efficace i vostri bambini, non esitate a contattarci, la nostra Istruttrice Portare i Piccoli Giorgia sarà felice di aiutarvi

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Giorgia Piccoli

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